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Scopriamo la differenza tra bancarotta semplice e fraudolenta e quali sono le pene previste
La bancarotta si configura quando una società o un imprenditore dichiarato fallito esegue una serie di manovre economiche illecite per nascondere, dissipare, falsificare o dissimulare le proprie disponibilità economiche per sottrarle ai creditori o ad alcuni di essi. Un reato che viene punito duramente. Oggi parleremo di bancarotta fraudolenta pena: la reclusione.
La pena principale incide, quindi, sulla libertà personale dell’imputato. A questa vengono, poi, affiancate pene accessorie con lo scopo di limitare la sua capacità giuridica nell’esercizio di diritti, poteri, attività e funzioni. In base alle intenzioni con le quali il reato viene commesso, alle condotte e agli stati psicologici, la bancarotta può essere semplice o fraudolenta: la prima commessa per negligenza, la seconda con dolo. Vediamo le differenze e come i reati vengono puniti.
Bancarotta semplice
L’articolo 217 della Legge Fallimentare decreta che l’imprenditore dichiarato fallito commette il reato di bancarotta nei casi in cui:
- effettua per sé o per la famiglia spese eccessive rispetto alla sua condizione economica
- consuma parte del suo patrimonio in operazioni imprudenti
- compie atti gravemente imprudenti per ritardare il fallimento
- aggrava il proprio dissesto non presentando la richiesta di fallimento
- non soddisfa le obbligazioni assunte in un precedente concordato preventivo o fallimentare
Commette lo stesso reato l’imprenditore, poi dichiarato fallito, che non ha tenuto in ordine o le ha tenute in maniera incompleta le scritture contabili nei 3 anni precedenti alla dichiarazione di fallimento.
Bancarotta semplice pena
La bancarotta semplice è un reato proprio, cioè che può essere commesso solo dall’imprenditore commerciale. L’elemento soggettivo è la colpa, l’imputato viene punito poiché ha agito con imprudenza, negligenza o imperizia. La pena principale è la reclusione da 6 mesi a 2 anni. Le pene accessorie sono l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità a ricoprire uffici direttivi per qualsiasi impresa per massimo 2 anni.
Bancarotta fraudolenta
L’articolo 216 della Legge Fallimentare disciplina i tre diversi tipi di bancarotta fraudolenta commessi dall’imprenditore, dichiarato fallito, che con volontà di commettere il reato (dolo specifico):
- distrugge, dissipa, occulta del tutto o in parte i suoi beni, espone o riconosce passività inesistenti per recare danno ai creditori (bancarotta patrimoniale)
- sottrae, distrugge, falsifica le scritture contabili per ottenere un vantaggio per sé e un danno ai creditori (bancarotta documentale)
- esegue pagamenti per favorire solo alcuni dei creditori (bancarotta preferenziale)
Bancarotta fraudolenta pena
La bancarotta fraudolenta è un reato proprio, ma ai sensi dell’articolo 223 della Legge Fallimentare le stesse pene previste per l’imprenditore commerciale, valgono anche per amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori di società dichiarate fallite. L’elemento soggettivo è la volontà di commettere il reato per trarre vantaggio per sé a discapito dei creditori.
- reclusione da 3 a 10 anni per la bancarotta patrimoniale e documentale
- reclusione da 1 a 5 anni in caso di bancarotta preferenziale
Le pene accessorie sono l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per 10 anni.
Attenuanti e aggravanti
Ai sensi dell’articolo 219 della Legge Fallimentare, la bancarotta semplice e la bancarotta fraudolenta sono aggravati se:
- i fatti commessi hanno portato ad un danno particolarmente grave (la pena è aumentata fino alla metà)
- l’imprenditore non poteva esercitare un’impresa commerciale per divieto di Legge
- l’imprenditore ha commesso più fatti tra quelli previsti dalla norma
Se i reati commessi hanno prodotto un danno patrimoniale particolarmente tenue, le pene possono essere ridotte fino al terzo.
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