L’applicabilità dell’art. 9 del D. Lgs. 74 del 2000 in costanza di concorso morale ex art. 116 c.p. nel reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti Aggiornato al D. Lgs. 158 del 2015
Maggio 11, 2020
In materia di Diritto Penale Bancario
Maggio 11, 2020

In materia di Responsabilità da Reato degli Enti, D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231, con particolare riferimento all’interesse personale ed esclusivo dell’autore del reato presupposto


L’Ente è esente da responsabilità soltanto quando l’autore del reato presupposto abbia agito per un interesse personale ed esclusivo. Questo è il principio desumibile dall’ultimo approdo della Cassazione Penale, VI Sezione del 25.09.18, sentenza depositata il 6 12 18, n. 54640. Ed, infatti, criterio essenziale per l’individuazione dell’interesse è quello legato all’espressione di una valutazione teleologica del reato apprezzabile ex ante, ossia, al momento della commissione del fatto e secondo un metro di giudizio marcatamente soggettivo. Ne consegue, quindi, che, mancando l’interesse, applicabile ed individuabile soltanto secondo il criterio ex ante come suindicato, quindi mancando un interesse anche solo concorrente dell’ente, è del tutto inutile l’eventuale esistenza di un vantaggio che il reato possa aver arrecato all’ente. Quindi il punto nodale della vicenda è soltanto quello relativo all’individuazione dell’interesse: se vi è interesse personale ed esclusivo dell’autore del reato presupposto la responsabilità dell’ente è esclusa.