

Nella propria qualità di legale rappresentante di una nota Società di Capitali romana, era accusato in base ad una complessa ipotesi di bancarotta fraudolenta documentale con riferimento alle informazioni contabili e societarie conservate su supporto informatico.
Nel corso del processo, tuttavia, attinta dalla tesi difensiva formulata dall’Avvocato Lorenzo Magnarelli, tale ipotesi è stata prima riqualificata in bancarotta semplice e poi definitivamente neutralizzata dalla sentenza di assoluzione pronunciata dalla Seconda Sezione Penale della Corte di Appello di Roma.
Ed, infatti, la tesi difensiva, in ossequio all’orientamento sul punto della Suprema Corte di Cassazione, alimentato, tra le altre, anche da due sentenze pronunziate proprio in accoglimento di due distinte linee difensive svolte dall’Avvocato Lorenzo Magnarelli dinanzi al Supremo Consesso (n. 42606/23, Sez. V; n. 20113/24, Sez. V), la fraudolenza originariamente ipotizzata, quale sintomo del dolo specifico, è svanita, in assenza di prova sia della finalità di ingiusto profitto che di quella di recare pregiudizio ai creditori, lasciando il posto all’effetto indotto dal grado più lieve della colpa che la Corte di Appello ha registrato nella propria sentenza assolutoria.
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